Tentazione Tecnologica
- Dott.ssa Silvia Bouvret

- 10 apr 2020
- Tempo di lettura: 5 min
Uso e abuso di Internet e Social Network

Nella accezione comune, così come in quella psicologica e psichiatrica, fino a qualche decennio fa la dicitura “dipendenza” era connessa esclusivamente alle tossicodipendenze, ovvero quel gruppo di dipendenze associate a sostanze psicoattive. Negli ultimi anni tuttavia si è sviluppata una nuova categoria di dipendenze, che nulla ha a che vedere con le sostanze chimiche, ma riguarda infatti oggetti o attività “comuni”:
sono state definite DIPENDENZE COMPORTAMENTALI oppure NEW ADDICTIONS e sono caratterizzate dal fatto che l’oggetto della dipendenza viene identificato in un’attività o in un comportamento o nell’uso di un oggetto che socialmente viene ritenuto normale perché utilizzato o messo in atto dalla maggior parte delle persone, tuttavia per altri individui l’uso di oggetti o la messa in atto di tali comportamentipossono assumere caratteristiche psicopatologiche.
Questa nuova categoria di dipendenze comprende al suo interno la dipendenza da attività sessuali, dal gioco d’azzardo, dallo shopping, dal gioco online, da internet, dalla televisione e così via... Come avviene per le dipendenze da sostanze psicoattive, anche nelle dipendenze comportamentali la vita del soggetto è completamente assorbita dal comportamento o dall’oggetto con gravi conseguenze sullavita privata, affettiva, economica, familiaree lavorativa della persona. All’interno quindi della categoria delle New Addictions, nello specifico di questo articolo, ricaviamo uno spazio di riflessione sulle dipendenze tecnologiche, quindi tutto quell’insieme di comportamenti patologici relativi all’uso di internete social network. Internet è uno strumento che da quando ha fatto il suo ingresso nella cultura e nella quotidianità delle personene ha cambiato completamente lo stile di vita. Non tutti quelli che ne fanno uso sviluppano una dipendenza da questo strumento,infatti milioni di persone ogni giorno lo utilizzano per lavorare o studiare o navigare in tranquillità senza sfociare nella psicopatologia. Tuttavia per alcuni individui internet ha perso quella funzione iniziale, che invece per la maggior parte delle altre persone continua a svolgere, e si è trasformato in un mondo parallelo nel quale vivere vite alternative, completamente assorbiti dalla rete, in alcuni casi anche con una nuova personalità o un nuovo volto e addirittura un nuovo passato, facendo sì che i confini esistenziali della persona si perdano sfumando nei pixels. In particolare questo è soprattuttovero quando si va ad analizzare l’uso e l’abuso dei Social Network, entrati nella nostra cultura eanche nella nostra quotidianità. Nello specifico di questo articolo andremo ad affrontare le implicazioni sociali e psicologiche connesse a questa forma di dipendenza.
Implicazioni sociali e psicologiche relative all’uso di Internet e Social Network Un concetto importante da tenere in considerazione quando si approccia allo studio delle dipendenze tecnologiche e in particolare della dipendenza da internet, è quello di unwillingness-to-communicate che può essere tradotto in italiano come “riluttanza a comunicare” nelle situazioni interpersonali. In particolare nel 1976 Burgoon ha creato una scala bidimensionale per misurare questo costrutto suddivisa in evitamento- approccio e ricompensa(Sheldon, 2008). La prima sotto-dimensione identifica il grado con cui le persone sperimentano paura e ansia in connessione agli incontri con gli altri. La seconda sotto-dimensione si riferisce al grado con cui i soggetti percepiscono che gli amici e la famiglia non li ricercano solo per conversaree al grado con cui sentono che le relazioni siano manipolative e false. Diversi sono gli studi che hanno approfondito questo aspetto in relazione soprattutto alla sua influenza sulle gratificazioni ricercate equelle ottenute dall’uso di social network e in particolare di Facebook. Le persone comunemente ricercano nei social network la soddisfazione di 4 tipologie di bisogni: il “diversivo” (fuga dai problemi, fuga dalle emozioni), relazioni personali, identità personale e informazione. I bisogni interpersonali che invece vengono soddisfatti da Facebook et similia sono il sentirsi meno soli, il mantenimento delle relazioni, lo sviluppo dicapacità persuasive e di problem solving. I risultati delle ricerche peròsono abbastanza discordanti: Papacharissi e Rubin (2000) sostengono che gli utenti di internet socialmente ansiosi che evitano gli scambi sociali dal vivo, scelgono internet come un canale di interazione sociale alternativo e funzionale; Ward e Tracey (2004) hanno osservato che chi costruisce relazioni online ha anche maggiori difficoltà nelle comunicazioni faccia-a-faccia; altri studi invece dimostrano che l’ansia e il sentimento di solitudine non sono di fatto indicatori univoci di persone che instauranoesclusivamente relazioni online. In una ricerca molto interessante condotta da Sheldon nel 2008, l’uso di un social network come Facebook è molto diffuso tra i giovani studenti di college e diverse sono le motivazioni dietro questa scelta: per mantenerevive delle relazioni con persone che conoscono dal vivo, per passare del tempo, per intrattenersi, per incontrare nuove persone e costruire nuove amicizie. I suoi risultati indicano che i partecipanti alla ricerca che di carattere sono più ansiosi e spaventati di fronte a relazioni e scambi interpersonali faccia-a-faccia, tendono ad utilizzare Facebook per passare il tempo e sentirsi meno soli; queste persone inoltre tendono ad avere meno amici virtuali, rispetto a quel che si potrebbe invece immaginare: probabilmente ciò accade perché uno degli elementi fondamentali della comunicazione interpersonale è l’apertura di sé, la self-disclosure, e quelle persone che nella vita reale sono più restie ad entrare in contatto con le persone lo sono anche online e quindi non si aprono abbastanza agli altri così da creare nuovi rapporti virtuali. Risulterebbe invece che siano proprio quelle persone più propense alla socializzazione che utilizzano maggiormente i Social Network per costruirsi nuove amicizie e questi risultati sembrano quindi essere concordi con quanto postulato da Kraut (2002) per il quale internete i Social Networkprimariamente giovanoagli individui estroversi, rispetto a quelli introversi.In ogni caso l’utilizzo di internet e dei Social network sembra essere equamente distribuito su diverse nazioni, anche se chiaramente esistono delle differenze cross-culturali per esempio nella scelta delle applicazioni di chat online. La preferenza per la comunicazione online da parte dei ragazzi giovani, rispetto all’uso che invece ne fanno soggetti più adulti, sembra essere spiegata da fattori come aumento dell’autostima e dell’autoefficacia percepita, oppure può derivare da un tentativo di sentirsi maggiormente inclusi nel gruppo dei pari e riceve da esso un supporto. Per quanto riguarda le associazioni tra dipendenza da internet e la costruzione di amicizie online, i risultati di diverse ricerche sembrano dimostrare che le due variabili possano essere in un certo senso reciproche. Blinka, Brown e Smahel nel 2012 hanno rilevatola tendenza a costruire rapporti online sia effettivamente associata ad una dipendenza da internet: ad una maggiore tendenza a mettere in atto comportamenti di dipendenza corrispondono maggiori amicizie virtuali. Quelle persone che preferiscono stabilire rapporti virtuali online riportano maggiori livelli di dipendenza da internet probabilmente perché i loro pattern comunicativi li inducono ad un utilizzo maggiore di internet che può di fatto apparire come una vera e propria dipendenza. Nonostante comunque esista un numero abbastanza ampio di ricerche che vanno ad analizzare vari aspetti dell’utilizzo di internet, si conosce abbastanza poco il legame esistente tra l’utilizzo problematico di internet e la comparsa di altri disturbi mentali. Diversi studi hanno dimostrato che vari indici di utilizzo compulsivo di internet fosseromoderatamente correlati ad una serie di problematiche come ridotta autostima, solitudine, depressione, ansia, fobia sociale, tendenze autolesionistiche e suicidarie. Come suggeriscono Blinka, Brown e Smahel (2016) le persone che hanno delle difficoltà psicopatologiche mettono in atto delle strategie di coping inefficaci (come un utilizzo compulsivo di internet) per evitare di fronteggiare la dolorosa situazione attualeKo e collaboratori nel 2009 avevano rilevato che un atteggiamento ostile e aggressivo e ADHD si presentavano come i principali fattori di rischio per lo sviluppo di Internet Addiction, sia nei maschi che nelle femmine. In un suo studio precedente (2007) aveva dimostrato che anche un basso livello di autostima potesse predire lo sviluppo in adolescenza di una dipendenza da internet. Allo stesso modo Cho e i suoi colleghi nel 2013 hanno trovato diverse prove a favore del fatto che un uso compulsivo di internet sia una conseguenza di problemi psichiatrici (in adolescenza) per cui evitamento sociale, ansia e depressione comparse in infanzia predicono un successivo sviluppo di dipendenza da internet.



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